Morro d'Alba, in breve
Morro d'Alba è un comune italiano di 1 800 abitanti della provincia di Ancona, nelle Marche, noto per aver dato la sua denominazione al vino rosso DOC "Lacrima di Morro d'Alba". È uno dei "borghi più belli d'Italia".
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.
Morro d'Alba ha origini antichissime. La prima esistenza storica fu accertata intorno all'anno 1000, quando comparve come Curtis in un atto imperiale di Federico I, ma le sue campagne, nelle zone dell'attuale territorio comunale, risultavano già abitate fin dall'epoca romana. Ad attestarlo è un medaglione aureo che riporta la scritta ricostruita "Theodoricus pius princeps invictus semper", rinvenuto in una tomba a Sant'Amico, frazione nelle vicinanze del paese e oggi conservato presso il Museo delle Terme di Roma. Compare invece come Castrum Murri in un altro atto del 1213, quando Senigallia fu costretta a cedere Morro d'Alba al vicino comune di Jesi. Entrerà così a far parte del contado della Respublica Aesina, e ne seguirà tutte le sorti storiche.
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Il comune di Morro d’Alba fa parte dell’associazione “I Borghi più belli d’Italia” ed è uno dei centri abitati più suggestivi delle Marche. Conserva ancora oggi numerose testimonianze del suo passato, quali la cinta muraria con il camminamento interno detto “La Scarpa”, i sotterranei del castello, il Palazzo Comunale, la chiesa di San Gaudenzio e quella della Santissima Annunziata. La chiesa di San Gaudenzio è collocata all’interno delle mura ed è caratterizzata da ricchissime decorazioni parietali e da un pavimento in pietra del Furlo bianca e rosa.
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Numerosi sono gli eventi e le tradizioni che si svolgono annualmente a Morro d'Alba, molti dei quali legati al vino o ad antiche usanze come: la “Sagra del Lacrima”, in occasione della prima domenica di maggio. Sono allestiti stand culinari ed è possibile degustare il vino DOC Lacrima di Morro d'Alba. la festa caratteristica del borgo, ossia il “Cantamaggio”, che si tiene la terza domenica di maggio. In piazza viene piantato "l’albero del maggio" e gruppi di cantori del paese e dei comuni limitrofi portano di casa in casa il canto rituale di questua, che si conclude con la danza del "saltarello" e l’offerta di doni alimentari da parte dei proprietari di casa. La festa termina il 31 maggio con il rogo dell’albero in piazza.
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Il principale prodotto tipico del comune è il Lacrima di Morro d'Alba, uno dei più importanti vini rossi della regione e d'Italia, ottenuto dall'omonimo vitigno autoctono "Lacrima". Quasi estinta negli anni '80 del Novecento, quest'antica cultivar fu salvata e recuperata proprio nelle campagne di Morro d'Alba e deve il suo nome alle particolari gocce (chiamate appunto lacrime) che colano dai grappoli quando sono prossimi alla maturazione.
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Ha una superficie di 19,12 km² ed è ubicato in posizione collinare, a 199 metri di altitudine. Si erge tra le valli dei fiumi Esino e Misa, a metà strada fra Jesi e Senigallia, e dista 10 km dal mare Adriatico. Il tipico paesaggio agrario delle Marche interne, costituito da coltivazioni ordinate e filari alberati di querce, olmi e aceri, racchiude al suo interno l'abitato e le relative campagne. Il clima è di tipo temperato con estati calde e le precipitazioni sono concentrate prevalentemente nei mesi autunnali e primaverili. Morro d'Alba fa parte dei Castelli di Jesi e della Valle del Triponzio, uno dei maggiori affluenti dell'Esino. Proprio la naturale presenza di acqua dolce ha reso possibile la formazione dei primi insediamenti umani in questo territorio.
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